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RITMO, DANZA E MUSICA: IL PUNTO DI VISTA DELLA PNEI

Rete Scuole Biodanza Italia IBF
Pubblicato da in Articoli · 1 Dicembre 2021
  Prosegue la rassegna finalizzata ad approfondire la conoscenza del Sistema Biodanza, anche attraverso l'approfondimento di tematiche ad essa collegate.

Di seguito alcuni punti interessanti tratti dalla conferenza tenuta dal prof. Francesco Bottaccioli, Presidente Onorario S.I.P.N.E.I., all'incontro nazionale di Biodanza tenuto a Roma nel 2019.

Chi volesse ascoltare la conferenza per intero può farlo accedendo al video inserito a fine pagina.

All'interno della società di PNEI da tempo opera un gruppo di lavoro che porta avanti una ricerca scientifica sulle discipline corporee. Fa parte di questo gruppo anche il dr Campi, operatore di Biodanza e al tempo stesso studioso di PNEI.
Il prof. Bottaccioli fa un ragionamento sulla danza ricordando che essa accompagna l'evoluzione umana fin dall'antichità. Si chiede perchè il nostro organismo, il nostro corpo, è così attratto dal ritmo.  
Il nostro organismo a partire da sistemi fondamentali inseriti nel nostro cervello sino all'interno di ogni singola cellula, oscilla ritmicamente. Possiamo quindi dire che noi abbiamo ritmi endogeni, intrinseci, che vengono trainati da un ritmo fondamentale che è quello segnato dall'alternanza della luce e del buio. Noi siamo animali diurni quindi il nostro cervello è stato costruito su questo ritmo di fondo, l'alternanza della luce e del buio e quindi sull'attività e sul riposo.  

Questo ritmo di fondo orienta tutti gli altri ritmi. E quindi se andiamo a studiare gli ormoni vediamo che hanno un andamento ritmico, sia l'attività cerebrale che tutta la restante sequenza che produce gli ormoni non è uniforme. Se facciamo una analisi del sangue e per esempio valutiamo il cortisolo, ossia l'ormone dello stress, tra il mattino e la sera ci sarà una differenza ritmica perchè c'è una oscillazione di 24 ore che si chiama ritmo circadiano.

Le ultime ricerche dimostrano addirittura che è la cellula stessa che oscilla. In termini più generali possiamo dire che c'è un andamento ritmico della vita nel suo insieme. Quindi non solo noi come specie umana, ma in generale tutti gli esseri viventi hanno un andamento ritmico.
Riconoscere e mantenere il ritmo della vita è forse la strategia di salute più importante.

Sappiamo che quando le cose non vanno bene cominciamo a dormire male e di conseguenza ci sentiamo male. Questa sensazione di malessere se andiamo ad analizzarla dal punto di vista molecolare è una disorganizzazione di tutti i sistemi, del sistema nervoso centrale, del sistema immunitario, del sistema endocrino..., si perde il ritmo. E quindi svolgere delle attività ritmiche e soprattutto mantenere questa danza fondamentale della vita che è la giusta alternanza attività-riposo, è appunto uno strumento di salute davvero fondamentale.

La danza è una esperienza sociale anche quando è a due e quindi occorre una apertura verso l'altro, un ascolto del ritmo dell'altro.  
Oggi nelle società occidentali, ma anche in quelle orientali che si stanno occidentalizzando, siamo in una condizione epocale in cui l'individualismo è l'elemento principale. Gli altri interessano solo se possono confermare la nostra presunta superiorità. Noi dobbiamo combattere questa piaga che ci fa arretrare dal punto di vista dell'evoluzione individuale e collettiva. Possiamo combatterla con le idee, ossia criticando queste concezioni, ma anche con i comportamenti favorendo l'apertura verso l'altro.
Per esempio dal punto di vista della sessualità viviamo la stessa condizione. La sessualità sta diventando pornografia. La sessualità è la massima apertura all'altro, è la massima disponibilità a comprendere l'altro e a sintonizzarsi con lui, è il contatto intimo più intimo che abbiamo.
La danza da questo punto di vista è un po' anche una simulazione della sessualità nel senso positivo di apertura verso l'altro. La danza stimola il nostro essere autentico che è appunto quello del contatto profondo con l'altra persona.

Un altro tema affrontato dal prof. Bottaccioli è la plasticità cerebrale. Si tratta di un concetto molto importante. In passato la nostra idea del cervello era di un organismo sostanzialmente fisso.
I primi grandi neuro-anatomisti agli inizi del Novecento ci hanno consegnato un concetto di questa natura: il cervello al momento in cui si è strutturato rimane quello che è, rimane fisso, strutturato in modo permanente. In realtà abbiamo visto che il cervello è molto flessibile, è molto adattabile, e addirittura adesso sappiamo che alcune aree del cervello sono in grado di produrre nuovi neuroni, quindi non solo è adattabile, ma addirittura in grado di rigenerare alcune cellule nervose in un'area del cervello che è l'ippocampo che è la struttura fondamentale per la memorizzazione e andando avanti con l'età questo è uno dei problemi legati all'invecchiamento del cervello.
Una serie di comportamenti, tra cui la danza, aiutano lo strato di cellule staminali, cioè le cellule indifferenziate che stanno a livello ippocampale, a produrre nuovi neuroni stimolando quella che in neuroscienze chiama “riserva cognitiva”, e cioè la principale protezione nei confronti della demenza e della neurodegenerazione.  

Bottaccioli infine ci offre una riflessione sulla musica. La musica modula le emozioni del circuito della ricompensa detto anche circuito del premio. Si tratta di un circuito che ha come base fondamentale i neuroni che producono dopamina. La dopamina è l'ormone del benessere, del buon umore e svolge molteplici funzioni. Non è solo la sensazione di benessere, ma per esempio, frequentemente nelle donne che hanno disturbi mestruali o addirittura di infertilità che derivano da un eccesso di prolattina, può esserci una correzione proprio attraverso la dopamina. E' la dopamina endogena che controlla la prolattina, quindi agire sull'umore di una donna, anche attraverso la musica, probabilmente l'aiuta anche a controllare i disordini mestruali o altri disordini legati alla iperprolattinemia.  

                             




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